Verso lo sciopero generale dei metalmeccanici del 14 giugno

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Fausto Renna segretario generale dei metalmeccanici della Cisl Valle d’Aosta, ha partecipato Giovedì 2 maggio, agli Esecutivi nazionali unitari di Fim Fiom Uilm, che si sono tenuti a presso l’Auditorium di via Rieti 13 a Roma. Il tema è stato lo sciopero generale dei metalmeccanici che si terrà il 14 giugno 2019 in contemporanea a Milano, Firenze e Napoli.

Alla luce delle trasformazioni che stanno investendo il mondo delle imprese metalmeccaniche, Fim Fiom e Uilm chiedono al governo e al sistema delle imprese l’urgenza di agire su alcuni elementi come ad esempio la riduzione delle aliquote Irpef sul lavoro dipendente, l’aumento dei salari, l’incremento di investimenti pubblici e privati nei settori strategici, la reindustrializzazione delle aree di crisi con piani di sviluppo territoriale che garantiscano l’occupazione. 

Da domani partiranno le assemblee nei luoghi di lavoro. A spiegarlo i segretari generali delle tre sigle dei metalmeccanici, Francesca Re David, Marco Bentivogli e Rocco Palombella, Iniziativa che vede al centro il lavoro e lo sviluppo, con le richieste dei sindacati rivolte al governo ma anche alle imprese, per il rilancio della politica industriale e degli investimenti pubblici e privati, il sostegno all’occupazione e ai salari, la riforma degli ammortizzatori sociali.

La manifestazione a Milano sarà conclusa da Bentivogli, a Firenze da Palombella e a Napoli da Re David. “Abbiamo discusso e deciso che era necessario far sentire la voce dei metalmeccanici tutti insieme”, ha detto Palombella, a partire “dall’emergenza” rappresentata dal “degrado industriale che riguarda anche il settore metalmeccanico: il Paese è fermo e il sistema industriale non riesce a decollare. E questo dipende dalle scelte che governo e imprese devono realizzare”.

Anche Bentivogli ha sottolineato la fase di stagnazione, dopo la recessione tecnica, in cui si trova oggi il Paese e ha sostenuto come diversi provvedimenti “dalla legge di Bilancio al Def e al decreto crescita stanno mortificando l’Italia del lavoro”. Di qui la necessità di “un’azione di contrasto alle politiche in campo”, ha evidenziato. “Quando parliamo di politiche industriali ci rivolgiamo al governo ma anche alle imprese perché investono poco”, ha detto Re David, rimarcando la necessità di rimettere al centro il lavoro e i diritti dei lavoratori.