CISL SCUOLA: È più che mai urgente rilanciare la scuola valdostana

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La Cisl Scuola Valle d’Aosta, riunitasi nel proprio Consiglio generale in data 23 febbraio 2021, ha analizzato la situazione che sta vivendo in questo periodo il mondo della scuola ed in particolare la categoria delle lavoratrici e dei lavoratori di questo fondamentale settore.

Il nuovo Governo Draghi che si è recentemente insediato si trova ad ereditare una situazione che richiede interventi immediati ed investimenti importanti dal punto di vista economico e di risorse umane: si attendono risposte urgenti sulla stabilizzazione dei precari, sul nuovo sistema di reclutamento e di abilitazione all’insegnamento che, a giudizio della CISL Scuola, deve rivisitare il sistema del doppio canale (che affianchi ai concorsi ordinari una procedura destinata a valorizzare l’esperienza di lavoro con formazioni in servizio), sugli organici, sulla mobilità dei docenti con l’abolizione del vincolo quinquennale. Si attende il rinnovo del contratto nazionale di categoria, rispetto al quale la Cisl Scuola lamenta il fatto che sia tra i più bassi d’Europa.

Per quanto riguarda la situazione valdostana, la CISL Scuola Valle d’Aosta reputa urgente risolvere alcune gravi problematiche che si stanno trascinando da anni.

-Vi è la necessità di fornire ai dirigenti scolastici un’avvocatura che possa tutelarli in caso di contenzioso, perché, purtroppo, allo stato attuale, essi non possono fruire né dell’avvocatura del Ministero, né di quella regionale e sono relegati in un limbo non certo tranquillizzante, tanto più che in questo momento storico la vertenzialità aumenta.

-Risulta necessario prevedere la possibilità per gli educatori del Convitto “Federico Chabod” di essere stabilizzati mediante un concorso regionale (sono quasi 20 anni che non viene offerta loro tale possibilità e sono condannati ad un precariato annoso).

-Un altro tema la cui risoluzione la CISL Scuola ritiene urgente è il superamento dell’odiosa decurtazione dello stipendio che, in caso di malattia, viene effettuata sulla retribuzione. Se nel resto d’Italia la cifra trattenuta giornalmente sullo stipendio è già sensibile, da noi in Valle d’Aosta la decurtazione comprende anche l’indennità fissa e continuativa che riguarda il prolungamento orario per le attività in lingua francese: si tratta anche di 35/40 euro in meno al giorno che vengono sottratti agli insegnanti in caso di malattia. Specialmente in questo periodo di pandemia, la decurtazione che fu introdotta ormai più di un decennio fa dall’allora Ministro Brunetta risulta alla categoria non più tollerabile. L’auspicio della CISL scuola è che lo Stato e la Regione trovino un accordo che si traduca in un dispositivo normativo che possa superare tale capestro.

-La Cisl Scuola VDA ritiene inoltre iniquo che gli aspiranti che non hanno potuto partecipare al concorso straordinario per la stabilizzazione, perché positivi al COVID od in quarantena, siano stati esclusi dalle procedure ed auspica che il Ministro Bianchi comprenda che è necessario istituire, ex lege, delle prove suppletive. Non è ammissibile che per far valere i propri diritti i lavoratori della scuola debbano ricorrere alle aule di giustizia.

-Si attende poi l’apertura delle nuove Graduatorie regionali per le supplenze (GRS) che sono slittate di un anno e si chiede all’Amministrazione scolastica regionale di permettere l’inclusione anche per coloro che hanno maturato i titoli di accesso durante questo anno scolastico.  

-Infine, per quanto riguarda l’ipotesi di prolungamento dell’anno scolastico fino al 30 giugno per la primaria la CISL Scuola Valle d’Aosta sottolinea come le attività della scuola dell’infanzia e primaria si siano svolte in presenza e come anche la didattica digitale integrata sia stata sempre erogata agli alunni.

Non è tempo di fare demagogia e populismo utilizzando il tema dell’istruzione, ma è ora di rilanciare la scuola in modo serio e competente, ascoltando coloro che nella scuola vivono e lavorano.