FNP – La Valle d’Aosta applichi principi di equità sociale e di progressività alle addizionali Irpef

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Entro questo mese di marzo le amministrazioni comunali dovranno decidere cosa fare dell’Irpef.  I sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e UilP plaudono alla linea tracciata dal Comune di Verrès, che nei giorni scorsi ha deciso di confermare la sospensione per il 2022 dell’imposta. E’ necessario che sulla tassazione locale si apra un ampio dibattito che porti a rivedere i parametri adottati in Valle d’Aosta fissando alcuni fondamentali criteri a partire da quello della progressività.

Nella Regione Valle d’Aosta, come in altre sei regioni italiane, l’addizionale regionale non viene attualmente applicata in modo progressivo. Secondo i sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e UilP, è tempo di cambiare.

L’articolo 53 della Costituzione prevede che “tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”.

Tuttavia in Valle d’Aosta, al netto di una fascia di esenzione sotto i 15.000 euro istituita eccezionalmente per l’emergenza sanitaria, l’aliquota regionale su tutti i redditi è pari a 1,23%. Nell maggior parte delle altre Regioni, invece, per l’anno 2021 il principio dell’aumento dell’aliquota con il crescere del reddito è stato rispettato, arrivando ad massimo di 3,33% per gli imponibili sopra i 75.000 in Piemonte e nel Lazio.

Per quanto riguarda l’addizionale comunale, sempre per l’anno 2021, in Valle d’ Aosta è stata applicata in sei Comuni (Aosta, Aymavilles, Gignod, Saint-Pierre, Saint-Vincent, Sarre). Sia l’entità dell’aliquota che il criterio di applicazione delle esenzioni varia da Comune a Comune.

Spi-Cgil, Fnp-Cisl e UilP sottolineano che le due addizionali locali dell’Irpef, quella regionale e quella comunale, costituiscono fonti di introito per gli enti territoriali e dovrebbero essere utilizzate come strumento per una maggiore equità sociale: in un momento di crisi economica come questo, i sindacati dei pensionati ritengono importante evitare aumenti nella tassazione e soprattutto introdurre elementi di progressività. Spi-Cgil, Fnp-Cisl e UilP comprendono bene le esigenze delle amministrazioni a garanzia delle loro entrate. Tuttavia, a parità di gettito, è possibile trovare soluzioni che rispondano alle loro esigenze disegnando un sistema più equo.

Nell’ultimo anno i sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato l’Assessore regionale alle Finanze e il Sindaco del Comune di Aosta chiedendo di eliminare l’iniqua aliquota unica, rimodulando il sistema delle addizionali in modo progressivo e misurato.

Purtroppo questa nostra richiesta non è stata accolta.

Ci rivolgiamo ora, nuovamente, agli amministratori pubblici della Valle d’Aosta, regionali e comunali, chiedendo loro non solo di prorogare l’esenzione sotto i 15 mila euro ma di seguire l’esempio dell’Alto Adige affinché la no-tax area venga estesa fino a 35.000 euro e si porti contemporaneamente l’aliquota applicata ai redditi oltre i 75.000 euro da 1,23 a 1,73. Analogamente chiediamo a tutti i Comuni di non incrementare e di rivedere le attuali addizionali in quest’ottica.

Tale provvedimento, contestualmente a un contenimento delle tasse comunali, si rende necessario per contrastare la povertà che, come evidenziato dalla Caritas, è in continuo aumento e anche per venire incontro alle famiglie in un momento in cui le tariffe energetiche sono lievitate in modo spropositato e preoccupante e rischiano, alla luce degli ultimi eventi, di crescere ancora.

Chiediamo inoltre che vi sia omogeneità nell’applicazione dell’addizionale comunale, in modo che non vi siano le disparità di trattamento fiscale oggi esistenti tra i cittadini della Valle d’Aosta.

Non è assolutamente accettabile che il contribuente di un Comune sia tassato maggiormente rispetto ad un altro che abita a pochi chilometri di distanza.