FP – La sanità pubblica è in allarme!

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Comunicato congiunto delle sigle Cgil, Cisl e Uil della categoria della Funzione Pubblica della Valle d’Aosta

La preoccupazione per la gestione della sanità valdostana continua a crescere e non emergono al momento posizioni e progetti strategici che portino a credere ad un cambio di rotta.

Le carenze e le difficoltà manifestate sono sotto gli occhi di tutti.

Servizi intasati da liste d’attesa interminabili che costringono parte della popolazione, quella che possiede sicure fonti di reddito, a rivolgersi al servizio privato e la restante parte a rinunciare alla possibilità di sottoporsi a visite ed esami. Significativi risultano essere i ritardi relativi agli screening di prevenzione dei tumori. Ritardi che si traducono in importanti conseguenze per la salute pubblica.  Emerge inoltre l’assenza di un progetto sociosanitario territoriale.

A queste situazioni già di per sé complicate si aggiunge il problema della mancanza di personale del comparto o comunque, sempre di numero inferiore. Un problema grave da ricondurre, tra l’altro, al sempre maggior numero di infermieri, operatori socio sanitari e tecnici sanitari che rassegnano le dimissioni per andare a lavorare presso realtà economicamente e organizzativamente più attrattive.

Professionisti che, fino ad oggi hanno con grande fatica sostenuto il sistema sanitario garantendo assistenza 24 ore su 24, stanno gettando la spugna.

I carichi di lavoro sono divenuti insostenibili a seguito di una gestione e organizzazione prive di criteri che rispettino non solo il lavoro ma anche la dignità dei lavoratori in quanto persone. I professionisti della sanità sono figli di genitori anziani da assistere, sono madri e padri con figli minorenni di cui occuparsi e loro stessi possono avere problemi di salute.

Non è pensabile trattarli esclusivamente come se fossero un numero di matricola!

Registriamo giornalmente, da parte dei dipendenti Usl, segnalazioni di stanchezza psico-fisica, frustrazione e demotivazione. Il numero di personale che assiste oggi i degenti in ospedale si è pressoché dimezzato rispetto al passato.

A partire da oggi, a fase emergenziale in esaurimento, ci aspettiamo da parte degli organi di governo obiettivi di breve, media e lunga durata che possano dare risposte alle numerose istanze provenienti dai lavoratori del sistema sanitario regionale e dai cittadini. Ci aspettiamo inoltre un serio confronto con le parti sociali, da troppo tempo escluse dal dibattito che le riguarda.

Il rischio per tutti è il naufragio sanitario.