IL SINDACATO A CONFRONTO SULLA SITUAZIONE DELLA SCUOLA VALDOSTANA

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I 176 insegnanti della scuola dell’infanzia valdostana, riuniti in assemblea sindacale tenutasi in modalità telematica nel pomeriggio di martedì 5 aprile 2022 ed indetta dalle OO.SS. regionali FLC-CGIL, CISL Scuola, SAVT Ecole e SNALS, a seguito di confronto e dibattito sulla situazione generale dello specifico grado di scuola e dopo aver affrontato i temi all’ordine del giorno, espongono quanto segue:

  • Per quanto concerne il “tavolo riguardante gli anticipi alla scuola dell’infanzia”, attivato a partire dallo scorso anno scolastico e la cui sperimentazione biennale proseguirà, dunque, anche durante l’anno scolastico 2022-2023, gli insegnanti lamentano innanzitutto che l’esiguo numero di alunni coinvolti non è sufficiente a validare la bontà dell’iniziativa. Forti perplessità emergono inoltre riguardo alla possibilità di inserire bambini con poco più di 2 anni all’interno di classi eterogenee, composte da bimbi che hanno 3, 4 e 5 anni e presentano, perciò, bisogni educativi molto diversificati. L’impianto educativo e didattico bilingue della scuola dell’infanzia valdostana, che fonda le sue radici in decenni di ricerca – azione e riflessioni pedagogiche, tradotte in strumenti normativi, deve essere assolutamente salvaguardato. Il d.lgs. n. 65/2017, che ha istituito il sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita fino ai 6 anni e le conseguenti linee pedagogiche per il sistema integrato “zerosei”, non si armonizza, infatti, con la l.r.18/2016 che all’art.1 c.1 punto c) si pone come obiettivo quello di “valorizzare le specificità e l’unicità del modello pedagogico delle scuole dell’infanzia in quanto funzionale all’alfabetizzazione bi-plurilingue precoce dei bambini”. A tal proposito, gli insegnanti concordano sulla confusione, o perlomeno sulla mancanza di chiarezza del legislatore e dell’amministrazione scolastica regionale, che paiono ignorare la stretta correlazione tra il tavolo per gli anticipi nella scuola dell’Infanzia e un prospettato tavolo sullo zero-sei; 

  • A fronte delle insistenze riguardanti i temi appena menzionati, l’amministrazione si dimostra invece non rispondente e a tratti inerte nel dare risposte alle problematiche che ormai da anni le OO.SS. esprimono a nome della categoria. Tra queste non si può non citare la questione riguardante la denatalità e la conseguente riduzione degli organici, che gli insegnanti chiedono di potenziare, per esempio abbassando il numero di alunni occorrente alla determinazione delle sezioni, funzionale a garantire la qualità dell’insegnamento. Vi sono infatti, nel corso della giornata, fasce orarie nelle quali un solo insegnante deve occuparsi addirittura di 22 bambini, con buona pace delle norme in materia di sicurezza. Ciò è ancor più vero nelle classi nelle quali risultano inseriti bambini che presentano bisogni speciali e che necessitano dunque di una didattica personalizzata; 

  • Viene poi sollecitato maggior riguardo nei confronti dei bambini che presentano situazioni di disabilità per i quali, purtroppo molto spesso, non è garantito un insegnante di sostegno o un educatore a tempo pieno; 

  • Nelle nostre scuole dell’infanzia è normalmente assente la figura del collaboratore scolastico, la cui utilità è risultata evidente grazie alle assunzioni temporaneamente effettuate in ragione dell’emergenza sanitaria. Gli insegnanti chiedono dunque di poter rendere strutturali tali risorse; 

  • Quanto infine al divieto di sostituzione per il primo giorno di assenza del personale docente, introdotto dall’art.1 c.333 della l.190/2014 (c.d. legge di stabilità), gli insegnanti lamentano di essere costretti, in ragione di esso, a comprimere fortemente i momenti di compresenza, minando così la peculiarità del modello bilingue valdostano. L’impossibilità di conferire le supplenze, anche per più giorni consecutivi, mette a dura prova il nostro sistema educativo, ponendo anche problemi di sicurezza. Si ritiene necessario, quindi, dotare le scuole dell’infanzia di un organico incardinato nell’istituzione che venga anche utilizzato per le sostituzioni; 

  • Gli insegnanti rilevano anche la problematica dei bambini iscritti e non di pertinenza dei plessi, si chiede che tali bambini siano contati per la determinazione dell’organico, nel caso in cui siano di pertinenza all’istituzione scolastica; 

  • Altro problema rilevato dalle insegnanti è la differenza di azione tra le scuole pubbliche e le scuole paritarie che, pur dovendo seguire le stesse regole delle pubbliche, adottano parametri diversi e meno vincolanti che portano a un incremento delle iscrizioni a danno della scuola pubblica (casi eclatanti di Saint-Vincent, Courmayeur e Pont-Saint-Martin e Don Bosco di Aosta). 
Tutto questo esposto, l’Assemblea sindacale degli insegnanti dell’Infanzia dà mandato alle OO.SS di intervenire presso l’Amministrazione regionale al fine di risolvere i nodi critici della scuola dell’Infanzia valdostana, alcuni dei quali già esposti da anni, ma senza ottenere soddisfacenti risposte e interventi.