La Buona scuola valdostana.

 

Il Consiglio regionale il 28 luglio scorso ha approvato, con 26 voti a favore (Uv, Uvp, Sa, Pd-SVdA), un contrario (M5S) e 6 astenuti (Alpe e Gruppo Misto) il Disegno di legge regionale di armonizzazione della legge 107 (Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti), con l’ordinamento scolastico della Valle d’Aosta.

La maggioranza non si è purtroppo sottratta al pessimo costume nazionale di approvare importanti provvedimenti relativi alla scuola nei mesi estivi a scuola chiuse.

Il dibattito si è concluso nel giro di un mese. La CISL Scuola, unitamente alle altre OO. SS. Scolastiche, aveva rivendicato tempi più distesi per l’esame del testo. Per un provvedimento di tale portata sarebbe stato necessario poter avere un confronto con gli Organi statutari dell’Organizzazione sindacale. Parimenti sarebbe stato importante potersi confrontare con la categoria mediante un ciclo di assemblee sindacali. Nel corso dell’anno scolastico si è discusso molto della buona scuola renziana, ma il Disegno di legge della Giunta è stato presentato alle OO. SS. Scolastiche durante una riunione avvenuta nel tardo pomeriggio del 30 giugno 2016 e il mattino seguente il provvedimento è stato varato dalla Giunta. Il 13 giugno, nel corso di una audizione della 5ª Commissione, è stato possibile presentare ai commissari alcune osservazioni e considerazioni relative all’articolato.

A giudizio della CISL Scuola la concertazione con l’Amministrazione avrebbe dovuto svilupparsi nel merito del Disegno di legge presentato all’esame dei consiglieri per ricercare le soluzioni più appropriate per il buon funzionamento della scuola valdostana e non basarsi esclusivamente sul dibattito avvenuto precedentemente sul testo di riforma approvato dal Parlamento.

Il decreto legislativo 3 marzo 2016, n. 44, che ha aperto la strada alla presentazione del provvedimento legislativo regionale, prevede che: “Ferma restando la competenza regionale in materia di organici scolastici, la Regione applica le disposizioni statali in materia di stato giuridico e di trattamento economico del personale dirigente, docente ed educativo compatibilmente con il sistema di costituzione e gestione delle dotazioni organiche dei propri ruoli regionali e adotta le necessarie misure per armonizzare tali disposizioni con l’appartenenza del suddetto personale ai ruoli regionali.”

La CISL Scuola ritiene che tale articolo non debba riferirsi in senso stretto alla sola determinazioni degli organici già di esclusiva competenza della Giunta regionale, ma possa invece servire a superare alcune rigidità dello stato giuridico nazionale con una positiva armonizzazione delle norme regionali. In tale ambito avrebbero potuto ad esempio trovare una positiva soluzione situazioni quali: la destinazione all’estero dei docenti appartenenti ai ruoli regionali senza dover obbligatoriamente transitare prima nei corrispondenti ruoli statali; l’indennità di francese percepita dagli insegnanti della scuola dell’infanzia e della scuola primaria la quale serve a retribuire la maggiorazione dell’orario di cattedra settimanale, rispetto ai colleghi dello Stato, per l’insegnamento del francese, che in caso di assenze per malattia viene impropriamente assoggetta a ritenuta (dovrebbe invece essere considerata salario fondamentale per le tre ore e mezza settimanali aggiuntive e non salario accessorio).

Certamente positivo il fatto di aver salvaguardato il modello organizzativo della scuola dell’infanzia e di aver mantenuto per tutto il personale docente la titolarità del posto presso l’istituzione scolastica. Di conseguenza si è pure previsto che alla mobilità territoriale e professionale del personale docente si provvede in conformità alla normativa statale vigente, previa opportuna armonizzazione delle disposizioni conseguenti alla istituzione degli ambiti territoriali incompatibili con il mantenimento, in Valle d’Aosta, della titolarità del posto presso l’istituzione scolastica. In tal modo non avremo in Valle d’Aosta la chiamata diretta da parte dei dirigenti scolastici che tanti problemi sta creando in questi giorni in ambito nazionale.