Dopo sei mesi di trattativa tra parti sociali e azienda, la casa da gioco di Saint-Vincent vede, dopo il referendum sul piano salva-Casinò, passato a larga maggioranza (80,9% i sì) si è passati dalla prospettiva dei licenziamenti collettivi all’accordo sottoscritto in data 10 luglio 2017 che ha escluso questa funesta prospettiva. Tale procedura formalizzata lo scorso 20 febbraio 2017 dall’allora Amministratore Unico Avvocato Lorenzo Sommo è passata poi di mano al suo successore, l'attuale Amministratore Unico Avvocato Giulio Di Matteo.

Propedeutico a questo passaggio è stato precedentemente presentato, da un gruppo di lavoro creato ad hoc, un piano industriale di risanamento della casa da gioco approvato dal Consiglio Regionale e successivamente inoltrato alle OO.SS. regionali di Categoria alle OO.SS. Confederali e alle delegazioni.

Come Organizzazione Sindacali – dice Giorgio Piacentini della Cisl - avevano chiesto che a fronte del piano industriale approvato dalla Giunta regionale che prevedeva un taglio significativo del costo del personale, venisse ritirata la procedura 223/91 per 264 lavoratori per consentire alle OO.SS di entrare nel merito del piano industriale per definire con le parti sociali e l’azienda un accordo dignitoso e credibile tenuto conto del l’equilibrio economico-finanziario da raggiungere al 31/12/2019. Ricordiamo – prosegue Piacentini - che già è in operativo il taglio sulle retribuzioni, per un importo pari a 5 milioni di euro l’anno, accordo che scade il 31/12/2017. Dopo una serie di incontri fatti alla DPL per il superamento della procedura in essere sui licenziamenti collettivi, l’azienda ha prodotto un'ipotesi di accordo che prevede dal 1 gennaio 2018 tagli pesanti sulle retribuzioni con il congelamento della 14esima mensilità, il taglio progressivo delle ferie, il non pagamento dopo il terzo evento di malattia a carico dell’azienda, la modifica degli orari di apertura da concordare con le delegazioni e l'uscita di circa 94 persone nel 2017 - 2018 utilizzando la legge “Fornero”. L’azienda, dall'altro campo, deve mettere in atto una riorganizzazione del lavoro e mettere in campo tutte le azioni per favorire maggior introiti.

Lo scorso 9 luglio si è concluso con un referendum tra i lavoratori l’ipotesi d’accordo proposto dall’azienda. I lavoratori erano chiamati a scegliere tra l’ipotesi di accordo o i licenziamenti collettivi. Con 365 voti favorevoli, 66 contrari, 9 schede bianche e 4 nulle; i lavoratori hanno accettato l’ipotesi di accordo che è stato ratificato delle OO.SS. Regionali delegati e per la Cisl Confederale ha visto la firma anche del Segretario Generale Confederale Jean Dondeynaz.