Nuovi servizi, Misure economiche urgenti, Ospedale nuovo

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Il segretario Jean Dondeynaz

Nella mattina di venerdì 17 aprile, si è riunito il Comitato Esecutivo della Cisl regionale. L’appuntamento si è tenuto nell’insolita formula della video conferenza, come avviene di prassi in questo periodo.

Servizi Cisl Valle d’Aosta

Il Comitato è stato voluto per fare il punto, a quasi due mesi dall’inizio dell’emergenza Covid-19, per analizzare il contesto socio economico, per stabilire le politiche sindacali future, per valutare tutte le iniziative interne da promuovere nella fase 2 di questa crisi. I nostri servizi, dal Patronato, al Caf, all’Adiconsum hanno progettato una strategia di ripresa che deve necessariamente prevedere il rispetto delle nuove disposizioni sanitarie. In questo periodo, così come per la Fase 2, si privilegerà un approccio telematico, per chi possiede la strumentazione e le competenze, senza dimenticarci però di tutte le persone, e non sono poche, che per le ragioni più diverse hanno problemi con i “nuovi strumenti”; per loro restano confermati i servizi in presenza, previo appuntamento.

In questa drammatica fase che stiamo attraversando, la CISL della Valle d’Aosta ha cercato di mantenere aperti tutti i canali comunicativi con i nostri associati e più in generale con le persone bisognose. La sede regionale è sempre rimasta aperta per le urgenze, programmando appuntamenti, rafforzando il concetto di smart working per le attività possibili.

Attività sindacale

Per quanto riguarda l’attività sindacale, siamo stati auditi dalla 2 Commissione regionale sulla proposta di legge, misure urgenti di contrasto al Covid, ed abbiamo trasmesso le nostre osservazioni. Al riguardo evidenziamo il fatto che il testo a noi presentato non è lo stesso discusso e approvato dall’aula. Le nostre richieste sono state accolte solo in parte, infatti abbiamo segnalato alcune osservazioni sia di metodo che di merito.

Piu precisamente abbiamo chiesto maggior flessibilità tra le risorse all’interno del provvedimento a favore di settori sottostimati, un’attenzione maggiore alla famiglia, ai lavoratori oggi in cassa integrazione ed ancora incerti sulla data di liquidazione ed infine al fatto che tutte le misure sono rivolte alle sole mensilità di marzo e aprile e non vanno oltre.

Grosse perplessità si evidenziano sulle deroghe al pagamento, in particolare sull’Imu, ricordiamo che è una tassa che incide su seconde case o case di lusso, ogni commento è superfluo.

350mila €uro per l’emergenza alimentare la consideriamo veramente insufficiente ed inserita assieme con un’altra tematica di assoluta importanza quale l’accesso alla rete, ci da l’idea di qualche confusione.

Per quanto riguarda invece gli interventi destinati alle imprese riteniamo che la proposta di legge sia stata ben articolata e fornisca prime risposte al mondo nelle imprese oggi gravemente in crisi.

Riprogettare la sanità e l’ambito socio-sanitario

“Dopo un momento duro e sconvolgente vogliamo guardare al futuro in termini positivi, ponendoci quali interlocutori di un processo di ripresa. Da una situazione estremamente grave si può uscire solo se si vorrà intraprendere un cambio di passo.

Nuova centralità al lavoro, a una economia sostenibile,  alla riprogettazione della Sanità pubblica e al sistema socio sanitario, che ha dimostrato, in questa situazione, tutta la sua fragilità ed i suoi limiti.

I bisogni sociosanitari degli ospiti delle microcomunità non sono più quelli del passato, quando sono stati pensati e progettati, oggi sono molto, ma molto più vicini a quelli sanitari.

L’attenzione alla sanità pare ora finalmente al centro dell’attenzione di ogni attore attento al futuro della nostra regione e riteniamo non più rinviabile una risposta concreta sulla realizzazione di un nuovo ospedale.

Il progetto dell’ampliamento del “Parini” è fermo da tempo e non ha dato  le risposte ai nuovi bisogni. Consideriamo non concepibile avere due presidi ospedalieri a distanza di pochi km ed un ospedale dove di norma,  non atterra l’elicottero. Crediamo convintamente nella prospettiva di avere un ospedale moderno, che consenta di lavorare in sicurezza e meglio, senza dimenticare che, indirettamente, questo intervento potrebbe essere volano per la nostra economia, con ricadute dirette nel settore edile e non solo. Non si tratta di una novità, già nel 2007, dopo un percorso praticamente ventennale di analisi e riflessioni, si giunse al referendum per il nuovo nosocomio, votato favorevolmente a larga maggioranza, ma non valido in quanto non  raggiunse il quorum per validare la consultazione popolare. Ora le tristi novità che stiamo vivendo hanno certamente risvegliato tante anime e dato concretezza ad una situazione che non possiamo più permetterci di lasciare indietro.

Al riguardo, senza primogeniture, è nostra intenzione, insieme alle altre organizzazioni sindacali che vorranno condividere con noi questa proposta, fare giungere un forte messaggio alla politica e lanciare questa idea a tutte le persone di buona volontà che vorranno unirsi e condividere questa proposta e renderla finalmente realtà concreta per il benessere della nostra comunità. Serve un cambio di passo….se non ora, quando?