1° Maggio – A Verres la Festa dei Lavoratori

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Ecco alcuni passaggi dell’intervento del Segretario della Cisl Valle d’Aosta Jean Dondeynaz che domenica 1° Maggio a Verrès ha preso la parola a nome dei sindacati Cgil, Cisl, Uil e Savt, per una Festa dei Lavoratori celebrata con una marcia per la pace dove in un clima di grande incertezza e preoccupazione il lavoro può e deve diventare motore di riscatto sociale e di visione del futuro.Torniamo in presenza per la Festa dei Lavoratori che oggi assume un significato ancora più speciale, un 1° maggio di impegno sociale e civile per la pace e il lavoro. Oggi in Ucraina si conta il 67° giorno di conflitto. Una guerra alle porte dell’Europa che colpisce al cuore tanti di noi che sono nati e cresciuti nella pace, almeno lontano dalle armi. La Russia, con l’invasione dello scorso 24 febbraio ha attaccato l’Ucraina, ma questa assurda aggressione vuole anche attaccare e mettere in discussione l’Europa, il suo modello liberale, le sue democrazie, assestando un colpo globale alla democrazia che da oltre 75 anni, con la fine della seconda guerra mondiale, è fondata sulla pace. Una guerra che pone in fibrillazione le economie, lo stato sociale ma, mai lo dobbiamo dimenticare, miete migliaia e migliaia di vittime, civili inermi, giovani, donne, anziani. Noi siamo per la pace, per sollecitare con forza e determinazione la fine di questo conflitto.

Senza dubbio gli ultimi due anni saranno ricordati come uno spartiacque nella storia delle nostre democrazie. Certamente si parlerà di un “prima” e, ad un certo punto – non sappiamo bene quando ma speriamo presto – di un “dopo”. La pandemia ha messo a dura prova tutti. Sono andati persi un numero impressionante di posti di lavoro. Alle conseguenze della crisi climatica, in corso da anni, e a quelle indotte dalla crisi finanziaria iniziata nel 2008, si sono sovrapposti i risvolti di questa terribile crisi sanitaria, ed ora anche le conseguenze drammatiche della guerra in Ucraina.

Non possiamo e non faremo l’errore di considerare, rimpiangendo, quello che era e quello che avevamo, questo perché il nostro operare deve guardare al futuro e alla nostra capacità di trasformare uno sconvolgimento in un’occasione di rinascita e di riscatto. All’interno di una situazione drammatica e problematica, si presenta l’opportunità di poter voltare pagina con le sostanziose e risorse che giungeranno dall’Unione europea. Il Governo ha tracciato gli obiettivi, le riforme e gli investimenti che il nostro Paese intende realizzare grazie all’utilizzo dei fondi europei per attenuare l’impatto economico e sociale della pandemia. Si tratta di un investimento sul futuro, una copiosa quantità di risorse per rendere l’Itala, le regioni, i nostri territori più equi, più verdi e più inclusivi. Ripartiamo da Verres, dalla Pace, dal Lavoro, con il nostro tradizionale corteo con e tante preoccupazioni per un futuro ancora troppo incerto.Ancora una volta il Lavoro deve essere posto al centro in tutta la sua dimensione e deve diventare motore di pace e solidarietà. Quella solidarietà che ben conoscono le lavoratrici ed i lavoratori, insieme alle organizzazioni sindacali, fatta di gesti concreti ed attenzioni verso i più fragili, ed oggi verso le famiglie delle tante vittime.L’equità, la trasformazione della società si fonda sulla garanzia che tutti possano accedere ad un lavoro, meglio se a una buona occupazione. E su questo punto non dobbiamo scendere a compromessi.

Tutti hanno diritto di avere una buona occupazione.Sarà quindi per forza, il tempo dei grandi cambiamenti, sociali, climatici, economici. I cambiamenti, si sa, preoccupano, destabilizzano, l’essere umano è rassicurato dalla costanza della propria routine, proprio quella routine che i cambiamenti vanno a spezzare, rendendo incerto il futuro. Non è però detto che tutto sia catastrofico, i cambiamenti possono anche essere portatori di benessere se opportunamente governati.Tante, tantissime cose da fare, alcune urgenti ed importantissime, come le riforme che da sempre rappresentato il vero ostacolo alla svolta.

Ci sono in particolare la riforma della pubblica amministrazione alla quale bisogna prestare la massima attenzione, oggi strettamente collegata ai piani da progettare, paradossalmente la nostra Pubblica Amministrazione si trova a far fronte ad una carenza di organici troppo sottovalutata, in un momento così delicato per la ripresa del Paese. Anche il mercato del lavoro presenta grosso modo gli stessi problemi di vent’anni fa e continua a riflettersi sui tassi di occupazione. Questo tema è veramente complesso, spesso sfugge a dinamiche logiche e non riesce ad ammodernarsi anche a causa di un’alta conflittualità sociale. Il precariato, i giovani, ma anche chi perde lavoro se non inserito correttamente in un ciclo produttivo diventano immediatamente fragili. Questi ultimi anni così sofferti hanno ancora una volta evidenziato come le difficoltà che ne sono derivate abbiano avuto un maggior impatto sui lavoratori più deboli e meno tutelati, il Covid ha infatti esacerbato una situazione di disuguaglianza di genere già preesistente ed allarmante.

Pensare che nel 2022 – sebbene siano stati fatti passi importanti in questo senso- si esca la mattina per andare a lavorare e non si faccia più rientro a casa è una cosa terribile. Gli infortuni e gli incidenti mortali colpiscono principalmente, statistiche alla mano, la fascia di età compresa tra i 55 ed i 64 anni. Combattere questo tristissimo fenomeno o perlomeno ridurlo è doveroso. In particolare, due le strade da seguire: prevenzione e controlli. Se è vero che le attività formative stanno diventando sempre più regolamentate e preziose, bisogna fare un passo avanti iniziando fin dalla scuola a parlare di sicurezza sul lavoro. Spiace constatare che sul piano dei controlli le risorse necessarie siano purtroppo ancora assolutamente carenti in termini numerici. Al riguardo chiediamo con forza un piano straordinario di assunzioni per tutte le figure coinvolte nei processi di controllo.La ricorrenza di oggi ci induce a riflettere sul valore etico del lavoro di come debba essere di riferimento come fattore non solo professionale della persona ma anche strumento di coesione sociale.Le istituzioni politiche, le parti sociali, devono in un perimetro di corresponsabilità, trovarsi sulla centralità della persona, sulla partecipazione diffusa e sul lavoro. Insieme dobbiamo metterci al lavoro e, da oggi, anche per la pace.Lavoratrici lavoratori pensionate e pensionati buon 1° maggio. W il lavoro.

Jean Dondeynaz

Segretario Generale Cisl Valle d’Aosta