CISL SCUOLA – Adesso basta!

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Alle Organizzazioni sindacali della Scuola della Valle d’Aosta, Cisl Scuola, FLC Cgil, Savt Ecole, Snals, sono giunte numerose segnalazioni sulla gestione del personale docente e non docente da parte di diversi dirigenti scolastici, che sollevano perplessità in merito all’applicazione del protocollo sulla sicurezza in tempo di Covid. Non si comprende, infatti, perché il Protocollo di sicurezza imponga di «mantenere, per quanto possibile, una stabile formazione dei gruppi, sia degli alunni sia dei docenti, di modo da tracciare più agevolmente eventuali contagi all’insorgere di sintomi su uno dei membri del gruppo o dei suoi familiari», ma un dirigente possa ordinare che il personale ausiliario (bidelli) accolga i bambini di un plesso in entrata e aiuti quelli di un altro plesso all’uscita, spostandosi dall’uno all’altro, così da entrare in contatto con tutti i frequentanti dei due plessi. Similmente, non si comprende perché, anziché sostituire un insegnante assente in una sezione di scuola dell’infanzia, si ordini agli insegnanti di una diversa sezione di assistere i bambini durante la refezione: forse che in tal modo non si raddoppiano i contatti e, in conseguenza, le possibilità di contagio? Ancora, non si comprende in che modo abbia rispettato la prescrizione del Protocollo il dirigente che ha deciso di amalgamare tutte le classi prime superiori allo Stadio Puchoz, per favorire la conoscenza reciproca degli studenti: forse che all’aperto i contatti non sono contagiosi? Sempre nel Secondario superiore, risulta che i docenti in quarantena non sono sostituiti da supplenti, cosicché tutte le classi in cui insegnano – incluse quelle non in quarantena – sono private della didattica nelle materie da questi insegnate, a meno che i docenti considerati in malattia perché in quarantena non svolgano la Didattica a Distanza su base volontaria, come richiesto “informalmente” da un dirigente. Si tratta di un problema non indifferente, perché in tal modo, pur essendo formalmente attivi i corsi, in realtà agli studenti non è garantito il diritto allo studio, in quanto per alcuni insegnamenti potrebbero essere privati dei docenti per almeno due settimane, ogni volta che questi siano posti in quarantena perché in una classe si trova un alunno positivo. Le scriventi Organizzazioni esigono che l’Assessore all’Istruzione fornisca in merito indicazioni precise ai Dirigenti scolastici e che questi ultimi le applichino puntualmente, senza accampare scusanti o ricorrere alla facile motivazione dell’intervento della Corte dei Conti: forse che qualcuno potrebbe sostenere che sia più conveniente risparmiare il pagamento di un giorno di supplenza, ma pagare i costi del ricovero ospedaliero di più di venti persone fino a completa guarigione?