CISL TERRA VIVA – Sostiene gli agricoltori interessati dal passaggio della nuova pista ciclo-pedonale della Bassa Valle

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La Valle d’Aosta vanta il primato in Italia per aver anteposto la “salvaguardia delle buone terre coltivabili” agli interessi legati allo sviluppo urbanistico grazie alla legge urbanistica del 1998. In Italia il consumo di suolo ammonta a 16 ettari al giorno, tutti terreni che vanno persi in maniera irreversibile a favore della cementificazione. La Valle d’Aosta, nonostante sia molto attenta a questo aspetto, a causa dei suoi piccoli numeri in quanto a superficie e numero di abitanti, presenta il valore di suolo consumato pro-capite più elevato d’Italia: 557 m2 per abitante contro una media italiana di 354,5 (dati ISPRA 2019).

Gli agricoltori non sono contrari alla nuova pista ciclabile, che rappresenta comunque un elemento di valorizzazione anche dei territori agricoli, ma chiedono di non essere penalizzati da questa infrastruttura. La questione non si basa tanto sulla perdita di produzione, quanto nel rendere la vita impossibile agli allevatori che conducono al pascolo i loro animali; il progetto prevede infatti di passare prevalentemente su terreni coltivati a prato stabile oppure su strade poderali esistenti, sulle quali gli agricoltori si spostano abitualmente con le mandrie per raggiungere le aree di pascolo e con i mezzi agricoli. Le norme di utilizzo delle piste prescrivono che si possa passare con gli animali da allevamento, ma il pastore è tenuto all’immediata pulizia e all’asporto delle deiezioni solide degli animali, operazione troppo onerosa per chi percorre lunghi tratti 4 volte al giorno (mattino e pomeriggio, andata e ritorno); i trattori non sono ammessi.  Sarebbe opportuno quindi privilegiare scelte che sfruttino il più possibile percorsi già esistenti, seguendo l’esempio di Donnas in foto

CISL – TERRA VIVA rammenta inoltre all’amministrazione regionale che, oltre alle somme da pagare ai proprietari dei terreni per l’esproprio, andranno riconosciuti anche i danni agli agricoltori affittuari per le eventuali sanzioni di AGEA per il mancato rispetto degli impegni agroambientali pluriennali sottoscritti.