FNP: Dal PNRR un primo segnale positivo, ma restano fortissime perplessità sul piano regionale

0
36

“Nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) si comincia ad affrontare il grande tema della non autosufficienza degli anziani.

Dichiarano i Sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uilp-Uil: “Le misure contenute nel Pnrr possono gettare le basi per una legge nazionale che fissi i livelli essenziali delle prestazioni e assicuri servizi e sostegni adeguati e uniformi su tutto il territorio nazionale. Una legge da lungo tempo invocata e rivendicata dalle Organizzazioni sindacali dei pensionati. Ora valuteremo nel dettaglio come questi primi elementi contenuti nel Pnrr troveranno un seguito concreto.”

“Nel Piano del Governo, si evidenzia più volte la necessità di occuparsi delle persone non più autosufficienti e delle persone anziane. Dal rafforzamento dei servizi sociosanitari territoriali e dell’assistenza domiciliare, allo sviluppo di nuove tecnologie come la telemedicina e la riforma delle Rsa. Dalla necessità di perseguire l’obiettivo dell’assistenza domiciliare, evitando l’ospedalizzazione degli anziani e individuando la casa come il primo luogo della cura per  favorire il più possibile la loro autonomia e indipendenza. “

“Si tratta di un primo segnale positivo nei confronti delle persone che rappresentiamo, anche se seguiremo con particolare attenzione tutto l’iter del Piano nazionale affinché, quello che oggi è scritto nero su bianco, si realizzi.

Per ciò che riguarda la Valle d’Aosta, SPI-CGIL, FNP-CISL, UIL-UILP in merito ai progetti presentati dalla giunta regionale, che sfiorano il miliardo di euro, esprimono totale disappunto per l’assenza di confronto con le parti sociali.

Ribadiscono ancora: “Quel che sappiamo lo dobbiamo agli organi d’informazione. Sulla sanità  si spenderà appena l’1% del totale.

Riteniamo fortemente  sbagliato aver sottovalutato la questione sanitaria laddove, invece, sarebbe stato necessario prevedere cospicui investimenti.

La Valle d’Aosta ha fortemente bisogno di investire sulla sanità – come ci insegna la pandemia che ha messo in luce tutte le carenze e le fragilità del sistema sanitario regionale –  e di ripensare il proprio modello sanitario e socio assistenziale, sia per migliorarne l’offerta qualitativa, sia per l’erogazione delle prestazioni.

Se questo è l’indirizzo, possiamo solo prendere atto che i cittadini valdostani pagheranno sulla propria pelle il risultato di queste scelte.