FP – La Sanità valdostana in tilt

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Le Organizzazioni  Sindacali fp CGIL, CISL fp e UIL fpl a seguito della sospensione dei dipendenti non vaccinati, della carenza cronica di personale e delle continue mancate sostituzioni ribadiscono con forza la concreta preoccupazione che la sanità valdostana questa volta subisca ripercussioni incontrovertibili.

Sono circa una cinquantina le  sospensioni che possono mandare concretamente in tilt un sistema. I problemi c’erano già prima, un aspetto evidente a tutti e come organizzazioni sindacali lo abbiamo sempre detto e ribadito anche nell’ultimo incontro al Commissario Usl Valle d’Aosta.

La verità è che le criticità presenti in passato ed esacerbate nel presente non sono mai state seriamente affrontate, considerate e risolte nella nostra azienda e nella nostra Regione.

Siamo arrivati a un punto in cui la nostra realtà poteva avere delle forti potenzialità per essere eccellenza, ma poi le discrepanti decisioni di una parte consistente delle varie maggioranze politiche che si sono susseguite in questi anni, hanno portato la nostra sanità ad essere fanalino di coda.

I problemi, come succede spesso, arrivano da lontano e il non coinvolgimento, soprattutto in passato, delle organizzazioni sindacali si percepisce.

Noi ci battiamo per la tutela dei diritti del personale sanitario (infermieri, Oss, etc.) ed è per questo che stiamo chiedendo con forza di non andare a gravare ulteriormente sulle lavoratrici e sui lavoratori in questo periodo, dove le carenze di personale non possono più essere mascherate e nascoste.

Si acceda alle graduatorie del concorso degli infermieri per sostituire sì coloro che non si sono vaccinati (e ora sono stati sospesi) ma soprattutto per andare a risolvere un problema che non è di oggi, ma vecchio di anni e anni.

Non vogliamo che quelli che appena è scoppiata la pandemia venivano definiti “eroi”, diventino ora i capri  espiatori di un sistema che in fondo in fondo non li ha valorizzati e tenuti in considerazione come meritavano e meritano.

Chiediamo quindi che la distanza che si è creata tra chi dirige e chi opera si riduca, si trovino soluzioni realizzabili, rapide e condivise.

Se tutto ciò non si realizzasse in tempi brevi saremo pronti a dichiarare lo stato di agitazione.