Sulle esternalizzazioni dell’assistenza domiciliare i sindacati confederali esprimono il loro dissenso

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(foto generica pexels - Andrea Piacquadio)

Cgil, Cisl e Uil insieme alle Categorie dei Pensionati e della Funzione Pubblica della Valle d’Aosta hanno appreso dagli organi di informazione che, con una delibera di Giunta, l’Unité des Communes Mont-Emilius, intende esternalizzare il servizio di assistenza domiciliare per gli anziani residenti nei dieci comuni facenti parte del comprensorio.

Che si voglia procedere alle esternalizzazioni dei servizi alla persona, non è un tema nuovo. Non stiamo a riprendere i tantissimi tentativi che alla fine non si sono concretizzati in quanto l’immaginato vantaggio economico e organizzativo non è mai stato provato concretamente.

Le scriventi sono contrariate da questo approccio che, su di un tema così importante come i servizi alla persona, non ci vedano coinvolte in un confronto.

Le considerazioni riportate nell’atto risultano essere semplicistiche e si trascinano una serie di limitazioni che a noi paiono evidenti.

In concreto rileviamo che nella delibera non appare alcun riferimento al personale in servizio, di conseguenza non si comprende quale sia il loro destino.

Abbiamo poi molti dubbi riguardo al concetto che l’esternalizzazione del servizio corrisponde automaticamente ad una maggiore funzionalità dello stesso. Un concetto tutto da dimostrare.

Non si comprende inoltre come la scarsità di figure professionali quali le OSS risulti limitativo solo in ambito pubblico o piuttosto, come evidenziato in più circostanze e da più fonti, un limite di sistema. A parer nostro gli operatori socio-sanitari risultano difficilmente reperibili sull’intero territorio valdostano, sia pubblico che privato. Vi sono poi gli aspetti sociali, ed al riguardo evidenziamo che ipotizzare un repentino cambio di organizzazione verso le persone che fruiscono del servizio è certamente un passaggio delicato.

Infine, in un momento in cui si parla tanto di riorganizzazione del sistema Socio-sanitario e del welfare regionale riteniamo che procedere, come in questo caso, tralasciando una visione più complessiva e generale dell’argomento, non sia funzionale a raggiungere l’obiettivo di salvaguardare il nostro sistema dei servizi alla persona.